conosciamo l'olio di cocco

Conosciamo l’olio di cocco

L’olio di cocco ha numerosi impieghi, in particolare per la cura di pelle e capelli. E’ un prodotto da sempre utilizzato nella medicina Ayurvedica, la medicina tradizionale indiana.

olio di cocco

In particolare, per la cura della pelle, l’olio di cocco viene utilizzato come olio da massaggio, dalle proprietà idratanti, adatto a tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili. In questo senso viene utilizzata come crema nutriente che previene la formazione delle rughe, grazie alle proprietà antiossidanti. Viene utilizzata anche per il trattamento della psoriasi, delle dermatiti, dell’eczema e altre condizioni della pelle. Può essere un ingrediente base per saponi, lozioni e creme. Può essere utilizzato anche come olio base. Gli oli base sono quegli oli che sono facilmente assorbiti dalla pelle e facilitano a loro volta l’assorbimento delle sostanze che vengono eventualmente ad essi mescolate (ad esempio olii essenziali o estratti vegetali). Essendo un olio estremamente stabile da un punto di vista chimico, permette di mantenere stabili anche le sostanze aggiunte.

 

Per la cura dei capelli, vengono riconosciute proprietà legate al nutrimento e alla crescita dei capelli e alla loro lucentezza. Normalmente viene applicato localmente, quindi direttamente sui capelli, come balsamo, rimedio contro la forfora e per nutrire i capelli danneggiati o secchi.

 

Una nota a margine sugli usi dell’olio di cocco per l’igiene orale. Sembra che l’olio di cocco faciliti l’assorbimento del calcio e che aiuti di conseguenza il rafforzamento dei denti. Secondo la medicina Ayurvedica, impedisce la progressione della carie, riduce la formazione della placca, protegge le gengive, sbianca i denti e purifica l’organismo. Per ottenere questi effetti, esiste una procedura specifica, che si chiama Oil pulling,  “kavala” o “gundusha”. Si dovrebbe risciacquare la bocca, allo stesso modo in cui si fa con il collutorio, la mattina, a stomaco vuoto, per venti minuti con un cucchiaio di olio di cocco (o altro olio vegetale come olio di girasole o di sesamo). Ovviamente, l’olio non va in nessun modo ingerito. Questa pratica, i cui dettagli operativi possono essere trovati tramite una facile ricerca sul web, ha l’ambizione di liberare l’organismo dalle tossine accumulate. Dopo questo tempo la soluzione in bocca diventa meno densa perché diluita con la saliva, mentre il movimento e l’emulsione trasformeranno il liquido in un fluido biancastro. A questo punto, si dovrebbe sputare l’olio, possibilmente nel WC e tirando contemporaneamente l’acqua, per non creare problemi agli scarichi dei lavandini, soprattutto con l’utilizzo dell’olio di cocco, che tende a solidificare a temperature inferiori ai 20 gradi. Dopo aver sputato il liquido, si dovrebbe pulire la lingua con l’aiuto di un cucchiaio ed infine risciacquare la bocca con acqua e bicarbonato o sale.

E adesso, correte a fare colazione!

olio di cocco

Come conservare l’olio di cocco.

Diversamente da altri oli, l’olio di cocco tende a solidificare a temperature inferiori ai 20°C e quindi solitamente si trova allo stato solido a temperatura ambiente. Questo significa che non andrebbe conservato in bottiglia, ma piuttosto in barattoli dall’apertura larga, che permettano di prelevare le quantità che vi necessitano con un cucchiaio.

Può essere riportato allo stato liquido tenendolo in mano (ad esempio se volete utilizzarlo sul corpo o capelli) o scaldandolo lentamente a bagnomaria, non utilizzate però il microonde.

 

Girando in internet, potrete trovare notizie, opinioni, esperienze e anche cure “miracolose” che utilizzano l’olio di cocco o altri “super” alimenti.

La mia personale posizione in merito è di assoluto scetticismo.

Nel contesto di un’alimentazione sana, di qualità, varia ed equilibrata e in termini di prevenzione, possiamo fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per integrare nella dieta alimenti ricchi di nutrienti e adottare un sistema di comportamenti corretti, ma quando si tratta di curare una patologia seria è buona regola rivolgersi al proprio medico. Sempre.

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