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Sopravvivere allo smart working al tempo del coronavirus

Diciamoci la verità, fino ad oggi pensarsi a lavorare da casa, in smart working appunto, somigliava moltissimo all’evoluzione del sogno hippie. Un nomade digitale 2.0 tipo: Tu sulla veranda della casa sulla spiaggia a Chissadove con una leggera brezza tra i capelli e a scandire il tempo solo il ritmo delle onde. Ti riconosci?

E invece… sei chiuso in casa con il resto della famiglia, il divieto assoluto di uscire e lotti per la conquista del tuo spazio… e sei addirittura arrivato a pensare che il ripostiglio non sia poi così male.

Lo so, siamo tutti nella stessa barca, un po’ preoccupati, confusi sul futuro, magari qualcuno ha una persona colpita dal virus ed è in apprensione, insomma non è bella per nessuno, a livello individuale, né a livello collettivo.

Per chi tra noi può ancora lavorare da casa, ecco lo smart working forzato, niente di simile a quello che avevamo immaginato, quando fantasticavamo su come sarebbe stato bello…

In realtà, a guardarlo bene e dopo qualche aggiustamento, non ci si può lamentare. Basta guardare il bicchiere mezzo pieno e adottare qualche piccola strategia di sopravvivenza. Qualche consiglio per sopravvivere allo smart working al tempo del coronavirus.

  • #1 – preparati come se dovessi uscire e mantieni le tue abitudini
preparati come se dovessi uscire
- lo smart working al tempo del coronavirus

Sveglia per tutta la famiglia, colazione e pronti a partire, anche solo per una lezione on line o studiare. Non stravolgete i ritmi, prima o poi torneremo “a riveder le stelle” (e ci scomodo il sommo poeta l’ultimo verso dell’Inferno).

Fai la lista di quello che devi o vorresti fare, datti degli obiettivi. Pianifica la giornata, il risultato dipende solo da te. Questo può fare la differenza tra concludere effettivamente dei progetti che hai in corso o avere l’impressione di aver lavorato, ma in effetti hai solo girato intorno alle questioni senza concludere molto.

  • #2: cerca un equilibrio tra lavoro e famiglia
trova un equilibrio tra lavoro e famiglia - lo smart working al tempo del coronavirus

Questa è la vera nuova sfida. Normalmente il luogo in cui lavori è, non solo diverso, ma fisicamente distante dal luogo dove si trova il resto della tua tribù. Adesso c’è un solo spazio ed è popolato contemporaneamente da tutti gli altri membri della famiglia. Può essere difficile. Lo è. Le interruzioni per la connessione, la password, la merenda, l’aiuto per i compiti o il consiglio su come fare qualcosa…

Qui è fondamentale organizzarsi al meglio. Se i bambini sono piccoli, puoi alternare i tuoi tempi di lavoro con i loro tempi di gioco, farti aiutare da un cartone animato, fare a turno con l’altro genitore. Magari puoi riuscire a concentrare le tue attività entro tempi fissati con un timer (tecnica del pomodoro), in modo da ottimizzare il tuo tempo.

Se tuo figlio è un po’ più grande puoi definire insieme un’organizzazione ottimale dei rispettivi impegni, in modo che ci siamo dei momenti di scambio e interazione il più efficaci, pacifici e rilassati possibile.

Anche qui possiamo trasformare in opportunità quello che potenzialmente potrebbe essere un problema. Non abbiamo spesso la possibilità di trascorrere così tanto tempo in famiglia e il tempo corre veloce. Cogliamo l’occasione par collaborare, parlare, fare cose insieme. Scegliere cosa mangiare, cucinare insieme, guardare un film, leggere ad alta voce un libro. Ricordiamoci sempre che stiamo gestendo una crisi e che i nostri figli ci guardano. Siamo di esempio. Questa è una benedizione.

E se ancora non bastasse, l’adulto sei tu e sei tu che stai lavorando in modo smart. Questo significa che non hai un orario, ma una scadenza da rispettare e quindi puoi cercare di rimodulare i tuoi tempi, diventando più flessibile nel raggiungimento del tuo obiettivo. Per questo è importante pianificare i progetti per ogni giorno.

  • #3: decidi qual è la tua priorità
definisci le priorità - smart working

Dal punto precedente, diventa veramente chiaro che bisogna procedere un passo alla volta. Ma qual è il passo, il progetto, il lavoro che devi assolutamente portare a termine per dare un senso alla tua giornata? Definiscilo per ogni giorno, perché sarà quel singolo progetto significativo a darti la misura e il senso che il tuo lavoro sta procedendo. Questa sensazione di realizzazione, di fare, abbasserà eventuale stress o frustrazione.

  • #4: gestisci al meglio il tuo tempo
gestisci al meglio il tuo tempo - smart working

Una o due cose importanti e fatte con soddisfazione, contano di più di venti cose buttate insieme a fatica o fare un po’ di tutto, senza finire nulla, senza una vera progettualità. Il tempo è diverso quando lavori a casa, quindi usalo al meglio.

Ci sono mille modi per organizzarsi, basta googlare gestione del tempo. Ad esempio, puoi provare:

  1. Fai una cosa alla volta. Il multitasking è un mito totalmente sopravvalutato.
  2. Legge di Pareto: L’80% dei risultati è determinato dal 20% delle attività. Fai le attività giuste.
  3. La legge di Parkinson: fissa delle scadenze sfidanti per le tue attività.
  4. Tecnica del pomodoro: Scegli un’attività da completare. Imposta un timer a 25 minuti, lavora sulla tua attività, quando suona, prenditi una pausa di 5 minuti. E riparti.
  • #5: Non fermarti: muoviti, muoviti, muoviti (e mangia meno)
muoviti muoviti

La qualità dei tuoi pensieri, del tuo lavoro e del tuo comportamento sono in larga parte legati al tuo stato fisico. Impara a meditare. Non smettere di allenarti e se non lo facevi prima, allora è l’occasione giusta per iniziare, magari insieme ad altri membri della famiglia. La qualità del sonno migliora, i livelli di stress si abbassano e soprattutto ti distrai e stacchi da tutto il resto. Non ci possono essere scuse, hai il tempo e hai l’opportunità. Su youtube ci sono milioni di video che ti possono ispirare: diversi stili e livelli di intensità, dalla ginnastica dolce e stretching, all’estremo opposto. Il tutto da poter fare a casa, senza attrezzi e senza saltare. Prova ad esempio questo allenamento.

Passando dall’allenamento alla dieta… Quanta pizza hai preparato? E del pane vogliamo parlarne? Ad oggi una montagna probabilmente. Basta guardare l’impennata nelle vendite di farina e lievito… OK all’inizio siamo stati tutti presi dalla mania della focaccia a lunga lievitazione. Sì, è anche venuta bene. OK, basta adesso. Quando tutto questo finirà non indosseremo più la tuta con l’elastico in vita… A buon intenditore…

Insomma, possiamo essere ottimisti ed essere certi, nel cuore, che tutto questo passerà e che andrà tutto bene. Adesso, però, mentre siamo costretti a rimanere a casa, cogliamo fino in fondo l’opportunità che ci viene data di pensare, riflettere, riorganizzarci e alla fine, diventare persone migliori.

#iorestoacasa

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